Illustrazioni di.. Marco Ceruti.
lunedì 2 luglio 2012
STORIE A CINQUE CERCHI
E' uscito in libreria Storie a Cinque Cerchi, edizioni Ed.it, racconti scritti da Gino Cervi che raccontano le Olimpiadi attraverso una serie di biografie di atleti significativi, alcuni celebri altri poco conosciuti.
Illustrazioni di.. Marco Ceruti.
Illustrazioni di.. Marco Ceruti.
mercoledì 20 giugno 2012
Annual Illustratori Italiani 2012
Presso il Museo del Fumetto a Milano (WOW Spaziofumetto) presentazione dell'Annual 2012.
Per chi è a Milano, con questo caldo...
Quest'anno, omaggio ad un Grande Maestro di tutti noi: Aldo di Gennaro.
Presso il Museo è presente anche una esposizione di sue opere.
Per chi è a Milano, con questo caldo...
Quest'anno, omaggio ad un Grande Maestro di tutti noi: Aldo di Gennaro.
Presso il Museo è presente anche una esposizione di sue opere.
domenica 10 giugno 2012
ARTE CONTEMPORANEA - JACQUELINE CERESOLI
Interessante ed istruttivo.
mercoledì 18 aprile 2012
2012 MILAN DESIGN WEEK
From Tuesday, April 17th, to Sunday 22nd, in occasion of the Milan Design Week, Marco Ceruti artwork is showcased at Studio Lancellotti, Via Palermo 1-5 (court), in the Brera area of Milan (MM2 Moscova stn.).
mercoledì 29 febbraio 2012
Nuova Graphic Novel...
"…era un posto da dove non si andava più da nessuna parte: si stava li, oppure si andava via, per sempre."
Un piccolo assaggio della mia prossima Graphic Novel… pubblicata nel 2013, se tutto va bene!
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martedì 14 febbraio 2012
Lost in the city.... (another suitcase in another hall)
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It was 1980 and I was living in London: I went to see the musical Evita by Rice and Webber, the authors of a musical i loved some years before, in the same theatre, Jesus Christ Superstar.
Years later I could see the same show in a film version, starring Madonna as Evita.
During 2010 I started making a series of works inspired by the imaginary of Cinema, Theatre and Art: my ambition is to show “my” twentieth century, its history, but above all, its atmospheres and myths, thru a series of paintings, comic stories etc.
This image takes its cue from a song of that musical, best known for the famous "Don't cry for me Argentina"; the song is about a girl lost in a big city, and is titled "Another Suitcase In Another Hall."
I like the evocative image, and the figure of the distraught girl on a stool in an unnamed coffee shop, wrapped in night lights fascinated me.
During 2010 I started making a series of works inspired by the imaginary of Cinema, Theatre and Art: my ambition is to show “my” twentieth century, its history, but above all, its atmospheres and myths, thru a series of paintings, comic stories etc.
This image takes its cue from a song of that musical, best known for the famous "Don't cry for me Argentina"; the song is about a girl lost in a big city, and is titled "Another Suitcase In Another Hall."
I like the evocative image, and the figure of the distraught girl on a stool in an unnamed coffee shop, wrapped in night lights fascinated me.
sabato 31 dicembre 2011
venerdì 25 novembre 2011
Shahrnush Parsipur: La Cerimonia del tè in presenza del lupo
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La cerimonia del te', ovvero la civiltà, contrapposta al lupo, ovvero l'estremismo, l'integralismo, la paura che li genera… l'immagine vuole infatti suggerire proprio quel contrasto, bianco e nero si contrappongono come giorno e notte...
L’autrice Shahrnush Parsipur, è nata a Teheran nel 1946; ha pubblicato la sua prima opera a 16 anni ed è stata incarcerata 4 volte, durante il regime dello shah e successivamente dalla Repubblica Islamica, attualmente vive negli Stati Uniti in esilio.
L’autrice Shahrnush Parsipur, è nata a Teheran nel 1946; ha pubblicato la sua prima opera a 16 anni ed è stata incarcerata 4 volte, durante il regime dello shah e successivamente dalla Repubblica Islamica, attualmente vive negli Stati Uniti in esilio.
L'editore Tranchida ha già pubblicato sue opere, tra cui Donne senza Uomini che è divenuto un film, diretto da Shirin Neshat.
Questa invece è la prima versione della copertina: il lupo tatuato come a fuoco, indelebile, sulla pelle bianca, mi pareva molto simbolico… tuttavia alcuni si sono lamentati dicendo che la ragazza era un po' troppo giovane e "sexy" e che la figura femminile doveva essere più austera.
Avevano forse ragione..
Ma in realtà per me quella ragazza è una persona in carne ed ossa: mi trovavo ad Oxford e mi ero legato d'amicizia con un gruppo di ragazzi iraniani, era il 1976 poco prima della rivoluzione di Kohmeini. L'atmosfera era pesante perché si sapeva che i servizi segreti dello shah controllavano capillarmente gli studenti iraniani all'estero. Tra loro c'era una ragazza di una bellezza da mille una notte, con occhi dalle incredibili ciglia scurissime, e sono proprio i suoi occhi che ho voluto rappresentare.
Era una brava ragazza, intelligente e intraprendente, molto indipendente per gli standard mediorientali, talvolta quando sento notizie dall'Iran ripenso a lei, dove sarà e quale sarà stato il suo destino nell'Iran fondamentalista, negli anni di guerra… non ho potuto usare il suo ricordo per la copertina, mi piace poter mostrare ora questo disegno, un omaggio a lei e attraverso lei a tutte le donne iraniane.
Era una brava ragazza, intelligente e intraprendente, molto indipendente per gli standard mediorientali, talvolta quando sento notizie dall'Iran ripenso a lei, dove sarà e quale sarà stato il suo destino nell'Iran fondamentalista, negli anni di guerra… non ho potuto usare il suo ricordo per la copertina, mi piace poter mostrare ora questo disegno, un omaggio a lei e attraverso lei a tutte le donne iraniane.
lunedì 14 novembre 2011
Anche la Notte aspetterà l'Alba
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Un libro molto "milanese", e proprio certe atmosfere di Milano ho voluto che emergessero ben chiare; il protagonista viene rappresentato in Corso Vittorio Emanuele, in una notte d'inverno, deserta come solo Corso Vittorio Emanuele sa essere totalmente deserta e piena di luci allo stesso tempo… un'immagine simbolica di una città, di un tempo, di uno stato d'animo.
E poi, il titolo è bellissimo...
lunedì 7 novembre 2011
Illustrator's Annual 2011 exhibition in Milan
Illustrator's Annual 2011 will be presented with an exhibition to be held Thursday, November 10 from 18.30 at IED in Milan, Via Sciesa 4.
The vernissage is Thursday, November 10 from 18.30
The exhibition provides a broad overview of contemporary Italy, through the boards of the 78 (77 plus me! ;-) selected for the Illustrators Annual 2011.
The vernissage is Thursday, November 10 from 18.30
The exhibition provides a broad overview of contemporary Italy, through the boards of the 78 (77 plus me! ;-) selected for the Illustrators Annual 2011.
domenica 6 novembre 2011
Mostra Annual 2011
Per chi è a Milano segnalo il Vernissage della Mostra Annual 2011 che si terrà giovedì 10 novembre a partire dalle 18.30 presso lo IED di Milano, in via Sciesa 4.
La mostra offre una vasta panoramica dell’illustrazione contemporanea in Italia, attraverso le tavole dei 78 illustratori selezionati per l’Annual 2011 dell’Associazione Illustratori.
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La mia illustrazione selezionata è la copertina del libro Madagascar di Ian Malcom, che con curioso tempismo esce ora in libreria, e che consiglio peraltro in modo del tutto disinteressato a tutti coloro che amano i viaggi ed i paesi lontani: l'ho letto d'un fiato, e l'ho trovato affascinante e molto ben scritto.
giovedì 20 ottobre 2011
The art of illustrating Bookcovers
One year collaboration between the publisher Tranchida and illustrator Marco Ceruti
From October 22 to November 6, 2011
GOGOL LIBRARY & COMPANY
Via Savona 101
20144 Milan
Phone: 02 45470449
Opening Saturday, October 22, 2011 at 18:00.
What happens when an artist is asked to develop a series of
book covers? What is the logical thread that connects them? And what is the contribution from publishers, authors, etc.? From the presentation, the initial sketches through the graphics and the final print, the
reconstruction of the creative process to synthesize, rather than the
content, the atmosphere of the book, its very essence.
From October 22 to November 6, 2011
GOGOL LIBRARY & COMPANY
Via Savona 101
20144 Milan
Phone: 02 45470449
Opening Saturday, October 22, 2011 at 18:00.
What happens when an artist is asked to develop a series of
book covers? What is the logical thread that connects them? And what is the contribution from publishers, authors, etc.? From the presentation, the initial sketches through the graphics and the final print, the
reconstruction of the creative process to synthesize, rather than the
content, the atmosphere of the book, its very essence.
mercoledì 12 ottobre 2011
Per chi è a Milano, sabato 22 ottobre...
"Sabato 22 ottobre 2011 alle 18:30 presso la Libreria Gogol & Company di Via Savona 101, Milano, si inaugurerà la mostra METTERCI LA FACCIA, che testimonia il risultato di più un anno di collaborazione tra l’editore Giovanni Tranchida e l’illustratore Marco Ceruti: originali e schizzi, bozzetti e altro materiale, per ricostruire il lavoro a tre dell’editore, dell’autore e dell’illustratore che, alla fine, ci metterà la sua faccia... "
mercoledì 5 ottobre 2011
La strada di Bird, un pezzo di storia...
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Sto realizzando un nuovo progetto strettamente legato all'immaginario del XX secolo.
Questi primi schizzi mi sono nati vedendo una serie di foto in bianco e nero della 52nd street a New York negli anni 40-50, all'epoca in cui vi si trovavano quasi tutti i migliori locali di Jazz: un pezzo della storia dell'arte del XX secolo, musica e non solo, è stata scritta in quella strada.
Questi primi schizzi mi sono nati vedendo una serie di foto in bianco e nero della 52nd street a New York negli anni 40-50, all'epoca in cui vi si trovavano quasi tutti i migliori locali di Jazz: un pezzo della storia dell'arte del XX secolo, musica e non solo, è stata scritta in quella strada.
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La più bella ricostruzione di quell'epoca, molto rispettosa, è quella del film Bird, di Clint Eastwood. La colonna sonora ideale, il pezzo di uno dei re di quella strada, il grande Thelonious Monk, "'Round Midnight", sia nelle versioni d'epoca che più recenti (Amy Whinehouse tra le altre).
Mi piace cominciare a presentare queste immagini perchè sono giusto degli anni centrali del secolo, in tutti i sensi.
Un'epoca che forse tutti noi che amiamo l'Arte, tutte le arti, arti plastiche, musica, cinema, teatro ecc, ricorderemo a lungo come un momento di creatività ed energia senza pari per molto, molto tempo.
Mi piace cominciare a presentare queste immagini perchè sono giusto degli anni centrali del secolo, in tutti i sensi.
Un'epoca che forse tutti noi che amiamo l'Arte, tutte le arti, arti plastiche, musica, cinema, teatro ecc, ricorderemo a lungo come un momento di creatività ed energia senza pari per molto, molto tempo.
lunedì 26 settembre 2011
Digital Artist's Hard(ware) life... part 2, the new digital artist's tools
I've been talking of software and computers in Part 1 post, but the central point for all digital illustrators and painters had always been the input system: without a graphic tablet and pressure sensitive pen, none of us could never work seriously.
Personally, after years of using the tablets I have just moved to a Wacom Cintiq 21X, it took me a while to get used to but now I work 100% on it, and I am looking forward to try the new Cintiq 24HD (not available in Europe yet, as far as I know ..).
Personally, after years of using the tablets I have just moved to a Wacom Cintiq 21X, it took me a while to get used to but now I work 100% on it, and I am looking forward to try the new Cintiq 24HD (not available in Europe yet, as far as I know ..).
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| My Atelier in the Old City of Antibes, on the French Riviera |
But what is taking place now is a major change in the supply of tools for artists, illustrators, storyboard artists: if for twenty five years from the time of Paintboxes the combination tablet-PC did not have alternatives, some new tools appear now on the market to differentiate and to offer customized solutions, even as the price.
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| The illustration I'm working at in my atelier's picture |
Some artists have refused, for example, the high costs imposed by a traditional computer-tablet setup and are working on iPads (maybe with a dedicated pen or digital pencil), and although it may seem difficult, you can get excellent results, as you can see on this video that shows the work done "live" by French artist Stephane Kardos, art director at Disney, California, at San Diego Comic-Con in 2011.
Visit this Stéphane site, and his blog: beyond the undoubted artistic quality of his artwork, it is interesting how he manages to exploit the iPad like a notebook, a sort of digital Moleskine.
Coming out now there's the Inkling system, supposed to be even faster and cheaper, it is basically a pen that records the sketch done on paper and transfer it directly to a computer: I'm looking forward to have a try on it.
Visit this Stéphane site, and his blog: beyond the undoubted artistic quality of his artwork, it is interesting how he manages to exploit the iPad like a notebook, a sort of digital Moleskine.
Coming out now there's the Inkling system, supposed to be even faster and cheaper, it is basically a pen that records the sketch done on paper and transfer it directly to a computer: I'm looking forward to have a try on it.
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| A shooting board frame made on-the-fly: is it going to be possible with Inkling? |
And at the end, a description of my current setup: Macbook Pro 15" laptop and a 2011 Mac mini with lots of RAM and fast HD that drives a Wacom Cintiq 21X. And, at last, a good waterproof and solid Kata Pro Bag!
venerdì 23 settembre 2011
Digital Artist's Hard(ware) life... part 1, my story
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I started my professional career in the field of Illustration, Comics and Animation in 1980, 31 years ago. I used all sorts of techniques, China Ink and brush, watercolor, acrylic, gouache and more. Since 1985 I worked more closely with advertising agencies as an illustrator and visualizer, and it is just seeing how digital tools were becoming increasingly popular among my clients that I have begun to wonder what could be the impact of new technologies on my work.
Not that it was new for me: I had worked since 1982 on one of the first two Italian video graphics Quantel Paintbox workstations (Animazioni Elettroniche, Milan), so I can say I was one of the Italian pioneers of the digital image, but they were big expensive dedicated workstations, while in the early 90's the digital image was processed on PCs that anyone could possess at home and office.
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| The swiss designer Costante Domenighetti and I at the Paintbox, Milan, 1982 (guess who was the client). |
The turning point for me was 1995, with the release of new Macs (Powermacs), when the power of processors finally started to be effective (at least for my expectations) for painting on large images, and at the same time with the new version of Fractal Design Painter, version 5, with its beautiful tin box; this program led to a level of maturity in my opinion really "Pro", or it was like it for me, at least, because I could start to do the same things I used to do on paper in a digital way.
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| My first digital illustration made with Painter 5 |
This was very important for controlling colors and not to rely on printer's scanners, for example; a huge possibility of retouching and post-produce artworks and, of course, the possibility of keeping a copy of every thing I made; before 1995, 99% of my artwork went lost in archives, I could only keep published illustrations if I could find it (not possible for 6x3 meters posters, as an example): from 1995 I could keep every single drawing, sketch and Illustration I made.
(part 2 will soon follow)
venerdì 16 settembre 2011
Come un vecchio film...
Il libro è una storia intensa, drammatica, ambientato tra un'umanità sofferente dopo un disastro naturale, ma universale nei temi dell'amore, della morte e della vita...
Quando ho letto la scheda di "non morirai" mi è sembrato di veder scorrere un vecchio film di Sergio Leone, uno di quei bellissimi film western epici che vedevo da bambino, ed a quelle immagini, quei colori mi sono ispirato.
Quando ho letto la scheda di "non morirai" mi è sembrato di veder scorrere un vecchio film di Sergio Leone, uno di quei bellissimi film western epici che vedevo da bambino, ed a quelle immagini, quei colori mi sono ispirato.
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Questa copertina quindi è allo stesso tempo un omaggio a quelle atmosfere e a tutti quei grandi illustratori che all'epoca del grande cinema realizzavano quei meravigliosi poster pubblicitari.
Gli italiani erano bravissimi in questo, e vorrei citarne qui uno per tutti: Silvano Campeggi (tra quelli classici) e due grandi illustratori più moderni che si sono cimentati anche loro con immensi risultati col mondo dell'illustrazione per il cinema: Michel Folon e, molto più recentemente, il grande Lorenzo Mattotti.
Gli italiani erano bravissimi in questo, e vorrei citarne qui uno per tutti: Silvano Campeggi (tra quelli classici) e due grandi illustratori più moderni che si sono cimentati anche loro con immensi risultati col mondo dell'illustrazione per il cinema: Michel Folon e, molto più recentemente, il grande Lorenzo Mattotti.
sabato 3 settembre 2011
Tigrero, un film che non è mai stato realizzato...
Questo post è il seguito ed il completamento del mio post precedente, I Colori dell'Amazzonia
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Nel corso delle due settimane che ho passato a Buenos Aires per la presentazione della mostra Ilha do Bananal (qui sopra un'altra delle illustrazioni del libro) ed il congresso delle Nazioni Unite sul Cambio Climatico, mi sono trovato ad assistere a diversi eventi correlati. Ad un certo punto sono stato avvicinato da alcuni delegati indios di etnia Guarani che erano molto interessati al nostro lavoro, e che mi hanno raccontato la storia di un film e di un documentario sull'Isola di Bananal, di cui nessuno, in Brasile, era apparentemente a conoscenza...
Nel 1954 il famoso regista di Hollywood Sam Fuller aveva scritto un soggetto su un evaso che si rifugiava in una remota regione dell'Amazzonia: era partito anche in spedizione ed era approdato, con una grande cassa piena di whisky e sigari, proprio sull'Isola di Bananal, dove si fermò per un mese vivendo con i Karaja, realizzando riprese in bianco e nero e documentandosi sulla loro vita.
Il film si doveva chiamare "Tigrero", ma non venne mai realizzato.
Quarant'anni dopo (1994) Fuller tornò nell'isola in compagnia di Jim Jarmusch, e il regista finlandese Mika Kaurismaki filmò in un documentario questo viaggio. Paragonando le immagini con quelle di Fuller di quarant'anni prima si pùò vedere cosa rimane intatto tra i Karaja, nel loro ambiente e nella loro cultura, e quanto sia mutato.
Particolarmente toccanti poi sono le scene di quando ai Karaja viene mostrato il vecchio girato di quarant'anni prima: molti non hanno mai visto un film prima di allora, e molti si riconoscono da bambini, o rivedono i loro genitori, amici, com'erano allora. Ci sono momenti di commozione, risate, e il tutto diviene un momento di riflessione sul significato dell'immagine, della memoria, della cultura... e uno splendido momento di cinema.
Il film è quasi introvabile, per quel che ne so, ma se vi dovesse capitare non perdetelo. Tra parentesi Mika Kaurismaki vive ora a Rio de Janeiro ed ha realizzato due meravigliosi documentari sulla musica e la cultura popolare brasiliana: Moro no Brasil e Brasileirinho.
Nel 1954 il famoso regista di Hollywood Sam Fuller aveva scritto un soggetto su un evaso che si rifugiava in una remota regione dell'Amazzonia: era partito anche in spedizione ed era approdato, con una grande cassa piena di whisky e sigari, proprio sull'Isola di Bananal, dove si fermò per un mese vivendo con i Karaja, realizzando riprese in bianco e nero e documentandosi sulla loro vita.
Il film si doveva chiamare "Tigrero", ma non venne mai realizzato.
Quarant'anni dopo (1994) Fuller tornò nell'isola in compagnia di Jim Jarmusch, e il regista finlandese Mika Kaurismaki filmò in un documentario questo viaggio. Paragonando le immagini con quelle di Fuller di quarant'anni prima si pùò vedere cosa rimane intatto tra i Karaja, nel loro ambiente e nella loro cultura, e quanto sia mutato.
Particolarmente toccanti poi sono le scene di quando ai Karaja viene mostrato il vecchio girato di quarant'anni prima: molti non hanno mai visto un film prima di allora, e molti si riconoscono da bambini, o rivedono i loro genitori, amici, com'erano allora. Ci sono momenti di commozione, risate, e il tutto diviene un momento di riflessione sul significato dell'immagine, della memoria, della cultura... e uno splendido momento di cinema.
Il film è quasi introvabile, per quel che ne so, ma se vi dovesse capitare non perdetelo. Tra parentesi Mika Kaurismaki vive ora a Rio de Janeiro ed ha realizzato due meravigliosi documentari sulla musica e la cultura popolare brasiliana: Moro no Brasil e Brasileirinho.
venerdì 26 agosto 2011
I Colori dell'Amazzonia
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Questa è la illustrazione di copertina del libro Ilha do Bananal, che presenta il lavoro realizzato dal 1999 al 2004 dalla ONG Ecologica nell'area dell'isola del Bananal, stato del Tocantins, Brasile.
Si tratta l'isola fluviale più grande del mondo, 22.000 Kmq, sita in un'area di grande interesse ecologico, perchè al centro di tre ecosistemi: quello Amazzonico, quello del Cerrado (savana) e del Pantanal.
L'area è anche una riserva protetta dove vivono due gruppi di nativi, i Carajà e i Javaé Il libro, edito nel 2004 presso la casa editrice DBA di Sao Paulo e accompagnato da una mostra, venne presentato nel dicembre 2004 alla COP 10 (congresso delle Nazioni Unite sul Cambio Climatico) a Buenos Aires, con il patrocinio del Governo Brasiliano e di Conservation International.
Dovendo realizzare la copertina e altre illustrazioni, e in generale curare la produzione artistica del libro, dell'evento e di tutta la comunicazione collegata, ho passato diversi mesi viaggiando nel centro del Brasile, e la bellezza della natura,, i cieli immensi e sempre diversi e i magnifici colori di quell'esperienza sono entrati per sempre a fare parte di me e della mia opera.
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venerdì 19 agosto 2011
Moving from paper to web...
I just finished a revision of an old Comic Story I made, as part of a series of works I'm going to publish online (eBooks, iOS, Android etc,).
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In 1995 I was invited to an international exhibition organized in the Bagatti Valsecchi Museum in Milan, by the same group of people who later realized the Museum of Comics of Milan, in particular Alberto Ronchi.
The show's title was "The future world, the future of the world", each designer had to develop a theme in a few pages, my theme was "City of Tomorrow."
It was not easy to have a city as the protagonist, so I imagined a story vaguely "noir" in the style of Dashiell Hammett and Raymond Chandler, with a detective who, instead of walking through the city destroying his shoes on sidewalks, uses all electronic instruments, movement records of credit card, video surveillance, etc.. to search for a missing person, with a surprise ending ... something between Blade Runner and The Big Sleep.
It was almost science fiction, then, it's reality now!
In 2001 I revised the story that was reprinted and, curiously, has become part of the bibliography of a course at the Faculty of Architecture at the Polytechnic of Milan, very unusual for a comic book.
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